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Decisione dell’UFT in merito ai salari Crossrail a Briga VS

Come chiesto dal Tribunale amministrativo federale (TAF), l’Ufficio federale dei trasporti (UFT) ha definito le condizioni di lavoro per le compagnie svizzere che operano nel trasporto merci internazionale. Secondo l’UFT, i salari dei macchinisti italiani che lavorano presso Crossrail a Briga sono quelli usuali nel settore e, pertanto, sono conformi alla legge.

 

Condizioni usuali nel settore

Nell’ambito della revisione della legge federale sulle ferrovie Lferr 1997, non sono state definite le condizioni di lavoro usuali nel Paese per l’accesso alla rete svizzera, bensì unicamente le condizioni di lavoro usuali nel settore.

A questo proposito, nella sua sentenza del 2015 il TAF afferma che „ per tutte le altre imprese di trasporti ferroviari ITF non andrebbero applicate le condizioni e, in particolar modo, i salari delle FFS o il relativo contratto collettivo di lavoro, ma per contro bisogna evitare il dumping salariale. Alcuni segnali indicano inoltre che la definizione «usuale nel settore» è più generica rispetto a «usuale nel Paese», ma anche che le condizioni delle ferrovie attive in Europa sono considerate «usuali nel settore».

L’UFT è stato pertanto incaricato di definire i salari in uso nel settore, in considerazione del potere d’acquisto relativo alla linea da percorrere all’estero e del luogo di domicilio dei macchinisti impiegati in Svizzera.

 

Salari usuali nel settore

Si è constatato che, in media, in otto delle nove compagnie svizzere attive nell’ambito del trasporto transfrontaliero di merci viene retribuito un salario di 42.38 Fr. all’ora. Dato che tre di queste nove compagnie applicano un salario che varia tra i 37.- e i 38.- franchi, l’UFT parte dal principio che questo vada visto nel contesto delle condizioni usuali in materia di salari minimi.

Nella sua sentenza, il TAF richiama l’attenzione sulla legge sui lavoratori distaccati dell‘8 ottobre 1999 che, sebbene non contempli la specifica attività delle ITF, prevede che ai lavoratori distaccati in Svizzera debbano essere garantite le condizioni lavorative prescritte dalle leggi federali.

 

Se la proporzione del lavoro svolto è del 30% in Svizzera e del 70% in Italia, l’UFT ritiene che un salario di circa Fr. 30.- all’ora per i lavoratori che operano nel servizio transfrontaliero sia adeguato. Di conseguenza, in considerazione dell’area d’impiego transnazionale, il salario di Fr. 31.- che Crossrail paga ai macchinisti italiani è stato giudicato “usuale nel settore”.

 

In base al principio della territorialità riportato nella legge sui lavoratori distaccati per le attività lavorative svolte su territorio italiano, secondo l’UFT si devono prevedere dei salari italiani.

 

Conclusioni

In base al principio della territorialità, una conclusione logica sarebbe pertanto che i macchinisti impiegati all’estero percepiscano dei salari svizzeri per i servizi svolti in Svizzera. Conformemente all’accordo relativo ai trasporti terrestri, il ritiro della licenza per l’accesso alla rete non è possibile.

La conseguenza di questa decisione, ossia che per la corresponsione dei salari si possa tener conto del domicilio dei lavoratori impiegati in Svizzera, è alquanto singolare da un punto di vista politico.

 

Il VSLF intende studiare a fondo questa decisione e fare degli accertamenti.

 

VSLF no. 524, 25 gennaio 2017 HG

Anita Rutz / 26.01.2017



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